Autostima e consapevolezza · Padova
Mi sento sempre inadeguato.
Quando il giudizio su di te prende più spazio dei tuoi bisogni, puoi iniziare a guardarti con maggiore comprensione. A Padova e online, Cecilia Treccalli ti offre uno spazio di ascolto.
Ti ascolto
Ti riconosci?
Forse ti capita
di pensare così.
- 01Non mi sento mai abbastanza.
- 02Cerco continuamente l’approvazione degli altri.
- 03Faccio fatica a riconoscere ciò di cui ho bisogno.
- 04Un errore mi sembra la prova di non valere.
- 05Mi confronto con gli altri e ne esco sempre in difetto.
- 06Sminuisco quello che riesco a fare.
- 07Evito di espormi per paura del giudizio.
01
Un modo diverso di guardarti.
L’immagine che abbiamo di noi si intreccia con la nostra storia e con le relazioni. Un giudizio continuamente severo può limitare scelte, desideri e capacità di riconoscere i propri bisogni.
Il lavoro sulla consapevolezza e sull’autonomia è parte dell’approccio di Cecilia. Il percorso aiuta a comprendere queste dinamiche e a dare spazio alle risorse personali.
02
Comprendere. Affrontare. Cambiare.
Il primo passo è dare spazio a quello che stai vivendo. Nei colloqui possiamo riconoscere emozioni, bisogni e dinamiche che si ripetono, senza ridurti a un’etichetta.
Il lavoro terapeutico nasce dalla tua storia e dai tuoi tempi. L’approccio psicoanalitico e la mindfulness possono aiutare a costruire maggiore consapevolezza e autonomia, con obiettivi concordati insieme.
03
Un colloquio sull’autostima a Padova.
Nello studio di Via Dante 32 puoi raccontare quando ti senti inadeguato, quanto pesa il giudizio degli altri e in quali situazioni fai fatica a riconoscere ciò che desideri. Il punto di partenza è la tua esperienza, senza una misura di valore da raggiungere.
Il primo colloquio permette di chiarire la richiesta e valutare un percorso. Puoi parlare anche del legame tra autostima, aspettative e relazioni; modalità e frequenza degli incontri vengono concordate insieme.
Domande frequenti
Prima di cominciare.
Qualche risposta, per fare un primo passo con più tranquillità.
Posso iniziare anche se non so riconoscere i miei bisogni?
Sì. Puoi partire dalle situazioni in cui ti senti inadeguato o cerchi approvazione. Non devi aver già capito cosa desideri per chiedere un incontro.
Possiamo parlare del confronto continuo con gli altri?
Puoi raccontare quando accade e quali pensieri porta con sé. Il percorso parte dal significato che il confronto assume nella tua esperienza.
E se minimizzo sempre ciò che riesco a fare?
Anche questa abitudine può trovare spazio nel colloquio. Possiamo osservare come giudichi i tuoi risultati e quali aspettative senti di dover soddisfare.
C’è spazio per la paura di sbagliare?
Sì. Puoi portare episodi in cui il timore di un errore ti ha frenato o fatto rinunciare. Non occorre aver trovato un modo per affrontarlo da solo.
Lavoreremo solo sui miei punti di forza?
Lo spazio di ascolto riguarda la tua esperienza nel suo insieme: risorse, fragilità, storia e relazioni. Non serve trasformare ogni difficoltà in un pensiero positivo.
Posso parlare della fatica di accettare un complimento?
Può essere un punto di partenza concreto. Possiamo ascoltare come vivi il riconoscimento degli altri e cosa accade quando non coincide con l’immagine che hai di te.
Come riconosciamo ciò che cambia nel percorso?
Possiamo tornare agli obiettivi concordati e a situazioni della vita quotidiana. Il confronto riguarda il tuo vissuto, senza imporre una misura di successo uguale per tutti.
Con i tuoi tempi