Depressione · Padova
Non provo più niente.
Quando anche le cose che amavi sembrano lontane, trovare le parole può essere un primo passo. Cecilia Treccalli, psicologa e psicoterapeuta a Padova, offre uno spazio per parlarne in studio e online.
Ti ascolto
Ti riconosci?
Forse ti capita
di pensare così.
- 01Le cose che mi piacevano non mi interessano più.
- 02Mi sento senza energie.
- 03Mi allontano dagli altri.
- 04Faccio fatica a trovare un senso alle giornate.
- 05Anche le piccole cose mi sembrano troppo faticose.
- 06Mi è difficile immaginare qualcosa che desidero.
- 07Davanti agli altri cerco di nascondere come mi sento.
01
Dare voce a ciò che sembra vuoto.
La perdita di interesse, la stanchezza e un umore persistentemente basso possono influire su molti aspetti della vita. Possono accompagnare eventi difficili, perdite o cambiamenti, ma ogni esperienza ha una storia diversa.
La valutazione professionale aiuta a comprendere il disagio e a definire un percorso adeguato. Quando necessario, il lavoro psicoterapeutico può essere affiancato da altri professionisti della salute.
02
Comprendere. Affrontare. Cambiare.
Il primo passo è dare spazio a quello che stai vivendo. Nei colloqui possiamo riconoscere emozioni, bisogni e dinamiche che si ripetono, senza ridurti a un’etichetta.
Il lavoro terapeutico nasce dalla tua storia e dai tuoi tempi. L’approccio psicoanalitico e la mindfulness possono aiutare a costruire maggiore consapevolezza e autonomia, con obiettivi concordati insieme.
03
Parlare della depressione con una psicoterapeuta a Padova.
Il primo incontro nello studio di Via Dante 32 permette di raccontare il senso di vuoto, i cambiamenti dell’umore o la fatica che stai vivendo. Non serve arrivare con una diagnosi: la richiesta viene ascoltata e valutata insieme.
Se stai già seguendo un altro percorso di cura, puoi parlarne nel colloquio per definire come organizzare il supporto. Frequenza e modalità degli incontri vengono concordate in base alla situazione personale.
Domande frequenti
Prima di cominciare.
Qualche risposta, per fare un primo passo con più tranquillità.
Posso parlarne se non so se si tratta di depressione?
Sì. Non serve attribuire un nome al disagio. Il primo incontro permette di raccontare cosa è cambiato e valutare insieme il supporto più adatto.
E se non riesco a spiegare il senso di vuoto?
Puoi partire dalla fatica di trovare le parole, da un’immagine o da come trascorri una giornata. Non è necessario avere un racconto completo.
Posso chiedere aiuto anche se continuo a lavorare?
Le difficoltà che senti meritano ascolto anche se riesci a svolgere i tuoi impegni. Nel colloquio puoi raccontare quanto ti costa mantenerli e ciò che gli altri non vedono.
Possiamo parlare della distanza dalle persone care?
Il rapporto con gli altri può essere uno dei temi da esplorare: il desiderio di stare da solo, la fatica di rispondere o il sentirsi poco compreso.
Devo raccontare subito tutta la mia storia?
No. Possiamo iniziare dalla situazione attuale e avvicinarci agli altri aspetti con i tuoi tempi. Puoi dire quali argomenti senti difficili da affrontare.
E se sono già seguito da un altro professionista?
Puoi comunicarlo nel primo incontro. Conoscere il supporto già presente aiuta a valutare la richiesta e le modalità del percorso, rispettando i diversi ruoli professionali.
Come scegliamo da cosa cominciare?
Possiamo partire da ciò che oggi pesa di più: le giornate, le relazioni o la perdita di interesse. Le priorità vengono definite con te, senza un programma uguale per tutti.
Con i tuoi tempi